Battipaglia, evasione tributi e tasse: ok a rate e taglio interessi

BATTIPAGLIA. Il Comune lancia una ciambella di salvataggio ai morosi. È in corso di definizione, infatti, il nuovo regolamento di riscossione delle entrate tributarie ed extra tributarie, che consentirà ai cittadini in difficoltà economica di pagare le tasse a rate e di rientrate di eventuali situazioni debitorie passate con grosse agevolazioni. Il regolamento attende la revisione […]

BATTIPAGLIA. Il Comune lancia una ciambella di salvataggio ai morosi. È in corso di definizione, infatti, il nuovo regolamento di riscossione delle entrate tributarie ed extra tributarie, che consentirà ai cittadini in difficoltà economica di pagare le tasse a rate e di rientrate di eventuali situazioni debitorie passate con grosse agevolazioni. Il regolamento attende la revisione della bozza predisposta dall’assessora al bilancio Maria Catarozzo e dagli uffici finanziari dell’ente, per poi passare in giunta e infine in Consiglio.

La novità più importante riguarda il metodo del ravvedimento fiscale. In pratica, i contribuenti che risultano morosi per le tasse degli anni passati potranno chiedere e ottenere una rateizzazione, con l’azzeramento o una forte riduzione degli interessi e tassi di mora maturati nel tempo. Già stabilite le caselle contributive per fissare il numero di rate richiedibile. Al momento, per importi fino a 5mila euro si può ottenere dal Comune una dilazione del debito fino a 24 rate mensili, mentre per accedere a una simile agevolazione per importi uguali o superiori ai 10mila euro è necessario presentare idonee garanzie. Le modifiche che saranno apportate dal regolamento sono sostanziali e rilevanti. Per i debiti inferiori ai 4mila euro si potrà richiedere una dilazione dell’importo per una durata massima di 24 mesi. Fino ai 10mila euro si potrà ottenere una rateizzazione massima della durata di 36 mesi. Per i debiti fino ai 20mila euro la dilazione sale a 54 mesi ed oltre i 20mila euro si potrà chiedere al Comune di pagare in un massimo di 72 mesi.

È chiaro che per gli evasori estremi, che non tenteranno neppure di sfruttare le nuove agevolazioni o ometteranno di pagare tre rate consecutive, il Comune dimenticherà le buone maniere. In quel caso, il cittadino perderà ogni beneficio e dovrà pagare l’intera cifra in un’unica soluzione, con l’avvio delle procedure di riscossione coattiva. «In relazione a pagamenti dovuti a debiti sia di natura tributaria ed extra tributaria non assolti, i contribuenti hanno lamentato la notevolissima difficoltà all’accesso alla procedura di rateizzazione – spiega l’assessora Catarozzo – sia perché prevede una dilazione concedibile al massimo di 24 rate per importi fino a 5mila euro e sia perché richiede, per debiti uguali o superiori ai 10mila euro, la presentazione di idonea garanzia. Vista la situazione di crisi generale, l’amministrazione intende apportare alcune modifiche al regolamento che intendono favorire la dilazione del debito». L’idea di sfruttare il ravvedimento fiscale era stata lanciata in campagna elettorale sia dalla sindacaCecilia Francese e sia dal suo attuale vice Ugo Tozzi. «La legge consente ai Comuni di utilizzare questo sistema – afferma Tozzi – che prevede la possibilità di far pagare ai cittadini quelle tasse non ancora versate, entro certi limiti di tempo, eliminando more e interessi. Questo consentirà all’ente di fare cassa e ai cittadini di mettersi in regola. Se paghiamo tutti le tasse, paghiamo tutti di meno». La sindaca Francese, intanto, sta valutando di varare l’iniziativa del baratto amministrativo, proposto negli anni scorsi da associazioni locali e dagli attivisti M5S. Il sistema, previsto dal decreto Sblocca Italia, prevede uno sconto sulle tasse locali in cambio di manodopera e servizi utili alla città e alla collettività. La Corte dei conti, però, ha imposto precisi limiti: la riduzione delle imposte non si può applicare su debiti pregressi e ci deve essere una stretta corrispondenza tra il tipo di lavoro socialmente utile prestato e il tributo da tagliare.

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