Cronaca

Buccino, protesta contro la delocalizzazione delle Fonderie Pisano: il presidio dell’Occhio alla Lontra

La protesta contro la delocalizzazione delle Fonderie Pisano e l’insediamento della Buoneco non si ferma

Protesta contro la delocalizzazione delle Fonderie Pisano: il presidio dell’associazione Occhio alla Lontra questa mattina nell’area industriale di Buccino.

Protesta contro la delocalizzazione delle Fonderie Pisano a Buccino

Un presidio simbolico è stato organizzato questa mattina dall’associazione Occhio alla Lontra per dire no alla delocalizzazione delle Fonderie Pisano e all’insediamento dell’impianto di trattamento rifiuti della Buoneco nell’area industriale.

Una protesta pacifica a cui sono stati invitati anche i candidati alle amministrative locali. A caratterizzare il presidio popolare, lo striscione “Fonderie?” e i cartelli con i “No!”.

I presenti

Al presidio hanno infatti preso parte cittadini e amministratori di molti comuni, a testimonianza – ancora una volta – dell’attenzione e della sensibilità dell’intera comunità su questo tema. Al presidio, tra gli altri, hanno preso parte anche il sindaco di Buccino, Nicola Parisi, con la vice sindaca e oggi candidata sindaco, Maria Trimarco; il candidato sindaco Franco Fernicola, attuale capo dell’opposizione a Buccino; il sindaco di Oliveto Citra, Mino Pignata, il sindaco di Sicignano degli Alburni, Giacomo Orco; l’associazione Radici con il presidente Carmine Cocozza; l’associazione Amici del Sele con Lello Gaudiosi.

Il messaggio della protesta

Un presidio pacifico, sì, ma al tempo stesso risoluto, incazzato, deciso”, dichiara il presidente dell’associazione, Angelo Cariello. “Il nostro messaggio è chiaro: da qui non si passa, c’è una valle di no con cui chi dall’alto sta giocando col nostro territorio deve per forza di cose fare i conti. Niente Fonderie Pisano, niente Buoneco, nessun impianto inquinante è e sarà mai il benvenuto in questa terra. Non possiamo che augurarci che il vostro incubo possa finalmente finire, che le Fonderie chiudano, e che le autorità facciano ciò che spetta loro, mettendo fine a l’indegna scia di morte che, da decenni, le fonderie a Fratte portano con sé.

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