Economia

Coronavirus, anche la mozzarella campana è in crisi: settore caseario in perdita dell’80%

Il settore caseario registra perdite per circa l’80 per cento a causa del coronavirus: l’emergenza Covid-19 minaccia la mozzarella campana Dop. In soli quindici giorni di restrizioni imposte dal governo Conte per limitare i contagi, il settore caseario registra una perdita dell’80% rispetto al fatturato annuo.

Coronavirus, anche la mozzarella campana in crisi

La giornata di lavoro finisce con circa 200 euro in cassa. Questo lo scenario registrato da molti caseifici. Non si esce, non si compra, non si produce. È un meccanismo elementare quello che intercorre tra la domanda e l’offerta, un meccanismo che si è inceppato per l’emergenza sanitaria globale e che rischia di paralizzare molti settori dell’economia italiana. Nella Piana del Sele il rischio è che questo meccanismo intacchi in maniera inarrestabile il motore dell’economia del territorio, legata essenzialmente alla filiera lattiero casearia che risulta tra le più colpite.

I dati

La produzione Dop è costituita da mille e 267 allevatori, cui fanno capo mille e 274 allevamenti, per un totale di circa 270mila capi bufalini. Considerando i soli capi con la certificazione Dop, oltre 210mila, pari al 78,4% del totale, sono allevati in Campania, in massima parte nelle province di Caserta, con quasi 139mila capi, e Salerno, con oltre 67mila.

Secondo il rapporto Svimez, l’associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno, presentato lo scorso giugno (2019), Il fatturato delle imprese casearie della filiera bufalina è stato pari, nel 2017, a 577 milioni di euro, generando, direttamente e indirettamente, un volume di produzione stimabile attorno a 1 miliardo e 218 milioni di euro. Ora, il rischio di perdite ingenti non è solo uno spauracchio da scacciare con ottimismo ma occorrono strategie ben chiare.

Le parole del presidente di Coldiretti

A lanciare un grido di allarme anche il presidente di Coldiretti Vito Busillo. “Le esportazioni sono in affanno – spiega Busillo – Al momento non ci sono problemi per il ritiro del latte fresco ma le celle per il congelamento rischiano di saturarsi nel giro di pochi giorni e a quel punto il problema sarà dove stoccare il latte. Insomma, il rischio è che i caseifici tra qualche giorno potrebbero non ritirare più il latte e gli allevatori avere latte in esubero, oltre al fatto che sarebbe impossibile fermare la produzione, le bufale non hanno un rubinetto alla mammella. Inoltre, è in atto un’attività speculativa da parte di alcuni soggetti raccoglitori che minacciano di lasciare gli allevatori pur di scontare un prezzo più basso”.


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