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Elezioni 2009 a Battipaglia, chiarito il ruolo della famiglia Pastina

BATTIPAGLIA. Il nome di Paolo Pastina compariva anche nella relazione dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche.

Gli occhi della commissione d’accesso, presente a Battipaglia nel 2013 dopo il terremoto giudiziario che aveva coinvolto l’amministrazione guidata da Giovanni Santomauro, si erano posati con particolare attenzione sulla questione degli alloggi popolari occupati. Vicenda che chiaramente era finita, con dovizia di dettagli, eventi e nomi, tra le pagine della relazione del ministro dell’Interno Angelino Alfano sullo scioglimento per collusioni con la criminalità del consiglio comunale di Battipaglia, deciso il 28 marzo 2014.

L’occupazione abusiva di case popolari era entrata di diritto tra le principali “storie battipagliesi” che la commissione d’accesso aveva individuato come “anomale” e che poi erano state determinanti per il decreto di scioglimento. A livello politico, la commissione aveva ritenuto verosimile il coinvolgimento, per quanto riguardava l’occupazione degli alloggi popolari di viale Manfredi, dell’ex consigliere comunale Orlando Pastina e del figlio Paolo.

Il ruolo del consigliere, delegato dal sindaco Santomauro all’emergenza abitativa nonostante vi fosse un assessore alle politiche sociali, era stato descritto nella relazione dei tre commissari, riconducendo il tutto ad un “sistema” che a Battipaglia si era intrecciato nei rapporti tra politici, amministratori, faccendieri, funzionari, imprenditori, camorristi che, unito al clima generale di quegli anni, mirava attraverso i circuiti decisionali al controllo di ogni cosa.

“Nel contesto – si leggeva nella relazione – emerge rilevante ed ambiguo il ruolo del signor Orlando Pastina, consigliere comunale con delega alle politiche abitative, nonostante vi fosse la presenza in giunta di un assessore appositamente delegato alle politiche sociali, il quale si è rivelato il referente politico degli occupanti abusivi e che ha svolto reiterati interventi a tutela degli stessi, consentiti nel tempo dall’amministrazione comunale. Il figlio del consigliere Pastina, Paolo, risulta essere una figura emergente a capo di un gruppo criminale organizzato nel territorio battipagliese, che con le proprie attività illecite ha contribuito a costruire una solida posizione economica per il padre. Indagini della magistratura, secondo dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, ritengono Pastina junior artefice della campagna elettorale per il padre nelle elezioni amministrative del 2009, condotta mediante forme di condizionamento del voto”.

I commissari avevano evidenziato come, nel 2012, dopo la riunione in Prefettura a Salerno, il sindaco Santomauro avesse bloccato lo sgombero degli alloggi. Operazione che poi era stata effettuata dal commissario prefettizio Mario Rosario Ruffo.

Nella relazione si indicava anche come «nel 2009 la dirigente del settore politiche sociali del Comune, nel cui ambito erano ricomprese le tematiche alloggiative, avviò una attività mirata alla regolarizzazione delle situazioni, attraverso la formazione di graduatorie mediante procedure pubbliche e basate su requisiti oggettivi. Nello stesso anno ed in strana contestualità, si è assistito ad una riconfigurazione della struttura comunale competente alla trattazione della materia, che veniva trasferita in capo al dirigente dell’Ufficio Tecnico, Pasquale Angione».

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