Cronaca

Estorsione gay, ricatta l’amante con un video

CORBARA. Cento euro per non diffondere il video di un rapporto orale con un partner occasionale, una 40enne guardia giurata di Cava de’Tirreni: nei guai un 27enne di Corbara. Il ragazzo dovrà rispondere di estorsione e tentata estorsione.

L’episodio era stato registrato con un telefono cellulare. Il video e la relazione tecnica disposta dalla Procura arriveranno all’attenzione del Gup Giovanna Pacifico del Tribunale di Nocera Inferiore, con la data dell’udienza preliminare fissata il prossimo 17 maggio.

Il procedimento parte dall’incontro originario tra i due avvenuto nel gennaio 2016, quando la vittima della vicenda conosce il 27enne. I due prendono appuntamento per orario serale, e verso le otto vanno a Corbara, a casa della nonna del 27enne. Qui, in un piccolo appartamento disabitato, i due bevono dello spumante.

Secondo la versione del denunciante, l’accaduto sfugge alla sua volontà. «Ho perso i sensi dopo aver bevuto, ricordo solo di aver avuto un rapporto improprio e che poi mi sono risvegliato con la faccia bagnata. Mi sono ripeso, frastornato, mi sono lavato e asciugato. Poi lui mi ha riaccompagnato nel luogo del primo appuntamento, a Pagani, nei pressi di una filiale bancaria, e una volta sul posto mi ha riferito di aver fatto un video e delle fotografie. Quando me le ha mostrate, ha chiesto cento euro, altrimenti le avrebbe diffuse via web». Successivamente l’uomo si è messo in auto ed è andato via, con il suo partner a promettergli di cancellare le tracce del rapporto.

«Dopo qualche giorno, mi ha chiesto un appuntamento, ci siamo visti a Cava. Lì mi ha mostrato il video, io ho provato a togliergli il telefono di mano, lui voleva altri soldi».

In quest’ultima occasione, con la vittima c’erano padre e il fratello: dopo l’alterco rapido e l’intervento di una pattuglia, il corbarese veniva identificato.

In particolare, dall’esame tecnico del telefonino risultava il video incriminato, attività monitorata risalendo alla memoria dell’apparecchio. Lo stesso imputato minacciava il suo incauto amante prospettandogli guai, perché conosceva “gente della malavita paganese”.

Allo stato attuale dei fatti, è imminente l’udienza preliminare che vedrà imputato il 27enne videoperatore del rapporto gay, propiziato e fraudolentemente immortalato, secondo l’impianto accusatorio, ai danni del suo partner. Il video era pronto per essere diffuso e pubblicizzato con qualche click, per fruttare denaro facile al responsabile, incriminato per estorsione e tentata estorsione aggravata.

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