Giffoni, la spunta Inail: istanza respinta sul caso Rinaldi

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In tribunale la spunta l'Inail che portava avanti la tesi della mancanza di contatto della Rinaldi con il liquido delle vasche

«Era mia madre ed oggi è morta di nuovo» è questo lo sfogo su Facebook espletato da Vania Calice, la figlia dell’ex dipendente di un’azienda ubicata nell’are apicentina, Valeria Rinaldi, deceduta a causa del cancro.

Malattia professionale, respinta l’istanza

Si presume che le cause scatenanti correlate al cancro che ha stroncato Rinaldi, siano state le condizioni di lavoro della donna, considerando il fatto che ben 35 colleghi di lavoro si ammalorono allo stesso modo.

A causa del mancato riconoscimento degli organi preposti, fu avviata la causa al Tribunale di Salerno dove venne presentata un’accurata valutazione di 67 pagine che attesta la correlazione tra le vasche ripiene di tricloroetilene dove la donna lavorava e l’insorgenza della malattia.

La vicenda giudiziaria complicata, conclusasi dopo anni di battaglie legali da ambe due i lati, l’ha spuntata l’Inail che portava avanti la tesi della mancanza di contatto della Rinaldi con il liquido delle vasche. Non resta che attendere le motivazioni della sentenza.

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