Cronaca

Morto Raffaele Ventre, uno degli ultimi sopravvissuti dell’Olocausto

Il cilentano Raffaele Ventre, uno degli ultimi testimoni dell’Olocausto è morto nella giornata odierna all’età di 99 anni. “Gioi perde un’altra figura iconica. Raffaele Ventre è stato un esempio per tutti, soprattutto i più giovani che attraverso i suoi racconti hanno vissuto gli orrori della guerra ma anche la voglia di rivalsa, di tornare a casa e vivere senza oppressori la propria esistenza terrena”, scrive un amico. Lo riporta InfoCilento.

Raffaele Ventre è morto: originario di Gioi

Il cilentano Raffaele Ventre, uno degli ultimi testimoni dell’Olocausto è scomparso nella giornata odierna all’età di 99 anni.Gioi perde un’altra figura iconica. Raffaele Ventre è stato un esempio per tutti, soprattutto i più giovani che attraverso i suoi racconti hanno vissuto gli orrori della guerra ma anche la voglia di rivalsa, di tornare a casa e vivere senza oppressori la propria esistenza terrena”, scrive un amico.

Chi era uno degli ultimi sopravvissuti dell’Olocausto

Nato a Gioi nell’agosto del 1924. Nel 1943 fu deportato nel campo di concentramento di Meppen in Germania e solo il 20 agosto di due anni dopo fece ritorno in Cilento.

Ventre ha spesso raccontato quei momenti davvero difficili, come quanto in viaggio verso la Dalmazia stavano per morire di sete. Lui riuscì a prendere un po’ d’acqua da una pozzanghera, ci mise il fazzoletto e ne bevve solo un sorso. Nel 1944, dichiarò tempo fa, cominciarono i bombardamenti che avvenivan ogni giorno. Il 4 novembre dello stesso anno ci fu un bombardamento che ricordava con queste parole: “Il cielo era tutto nero di aerei e una metà di noi lavorava di notte e una metà di giorno.”

Fortunatamente lui lavorava di giorno e si trovava in fabbrica con altri 320 ragazzi. I bombardamenti iniziarono alle 11 e si salvarono perché si nascosero in rifugi. Quelli che si trovavano un baracca, con poco cemento, furono colpiti da una bomba e persero la vita circa 84 persone. Li dovette anche raccogliere e posizionare in file.

All’arrivo a Gioi, nella notte del 20 agosto del 1945, la madre era in lacrime e il fratello fu ferito da un vetro conficcato nel piede.

I messaggi di cordoglio

Sono tanti i messaggi di cordoglio diffusi sui social per un pezzo di storia che vola via. “Caro zio Raffaele, sei stata una persona speciale; un uomo perbene e una persona onesta e leale! Gioi e la nostra famiglia perdono un punto di riferimento e una persona perbene! Dico a mio cugino Adriano e a Maria Teresa e Liliana, avete avuto un grande genitore! Siatene fieri! Un abbraccio forte a tutti voi e una preghiera per zio Raffaeluccio, come ti chiamavo sempre“, lo ricorda così il sindaco di Salento, Gabriele De Marco.

“Gioi perde un’altra figura iconica. Raffaele Ventre è stato un esempio per tutti, soprattutto i più giovani che attraverso i suoi racconti hanno vissuto gli orrori della guerra ma anche la voglia di rivalsa, di tornare a casa e vivere senza oppressori la propria esistenza terrena”, scrive un amico.

Alessia Benincasa

Alessia Benincasa, giornalista del network L'Occhio, è esperta in cronaca nera, politica e inchieste.

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