Salernitana

Su Facebook nasce il gruppo “Fratelli Napoletani e Salernitani” per eliminare la rivalità tra le due tifoserie

Un gruppo Facebook contro la rivalità tra Napoli e Salernitana. L'iniziativa di un tifoso partenopeo che si definisce "identitario"

Una iniziativa per fermare la rivalità tra Napoli e Salernitana. Si chiama “Fratelli Napoletani e Salernitani” il gruppo Facebook che conta oltre 100 iscritti e fondato da un tifoso napoletano che si definisce “soprattutto un identitario: un difensore del Sud, della nostra storia e delle nostre tradizioni“.

Rivalità tra Napoli e Salernitana, nasce il gruppo Facebook per stemperare i toni

Il gruppo Facebook è stato creato con l’intenzione di far cessare “l’assurda e tristissima rivalità tra le tifoserie di Napoli e Salernitana e anche di parte di popolazione delle due città” e di eliminare “quest’odio e questo rancore che c’è tra i cittadini napoletani e salernitani, da un punto di vista calcistico, ma non solo“. Sul gruppo vengono solo accettati “post e notizie con finalità distensive e di aggregazione oppure di discussioni costruttive“.

Dunque, una iniziativa che mira a distendere i rapporti tra le due tifoserie, soprattutto dopo il ritorno della Salernitana in massima serie. Le squadre granata e azzurra si incontreranno a fine gennaio all’Arechi e a fine aprile allo stadio ‘Maradona’.

Come perché è nata la rivalità tra Salernitana Napoli

Come perché è nata la rivalità tra Salernitana Napoli? Il ritorno dei granata in Serie A ha riacceso il dibattito sulla rivalità sportiva tra le due città. Due popoli diversi, divisi da circa cinquanta chilometri: l’anno scorso si è rinnovato il derby che in Serie A mancava dal 1948.

Come di consueto, non si può individuare un singolo momento in cui è nata la rivalità. Bisogna in primo luogo sottolineare che spesso, tra città della stessa regione, nascono rivalità di campanile, soprattutto tra squadre che si ritrovano nella stessa categoria. Ma c’è anche un discorso sociale, con il napolicentrismo che spesso non è stato accettato di buon grado dai salernitani (e dai residenti delle altre province campane) così come accade in tutte le regioni d’Italia.

Da un punto di vista calcistico, il primo derby tra Salernitana e Napoli risale al 1945. Il club salernitano è stato fondato nel 1919, quello partenopeo nel 1926. Prima della nascita del sodalizio azzurro, i salernitani hanno avuto modo di affrontare le squadre della città di Napoli da cui poi sarebbe nato il club azzurro attuale. Nella stagione di Prima Categoria 1920-1921 la Salernitana si trovò di fronte il Naples, che vinse 1-0 a Salerno e 2-0 a Napoli. In quella successiva la Salernitana affrontò sia il Naples (che batté i salernitani 2-1 a Salerno e 2-0 a Napoli) che l’Internazionale Napoli (anch’essa sconfisse i cugini salernitani prima 3-1 a Salerno e poi 2-0 a Napoli). In entrambi i campionati la Salernitana terminò ultima nel proprio girone.

Derby Napoli-Salernitana, le prime sfide nella storia

Gli scarsi risultati spinsero la principale rappresentativa calcistica a fondersi la stagione seguente (Seconda Divisione 1922-1923) con i concittadini dello Sporting Club Audax dando vita alla provvisoria Salernitanaudax, che per una stagione non disputò il campionato ma venne in seguito ammessa alla successiva Prima Divisione. In quella stagione la Salernitanaudax affrontò il FBC Internaples, frutto di una fusione tra Naples e Internapoli, sodalizio dalle cui ceneri nascerà successivamente l’attuale Napoli Calcio. Le sfide di andata (a Salerno) e ritorno (a Napoli) terminarono rispettivamente 5-1 e 5-0 per l’Internaples.
L’anno successivo, invece la gara di andata (a Napoli) finì 3-0 per l’Internaples (14 dicembre 1924), quella di ritorno (a Salerno) 1-0 sempre a favore dei napoletani (17 febbraio 1925). Nella stagione successiva la Salernitanaudax e l’Internaples scomparvero dalla scena calcistica e nel 1926 nacque il Napoli Calcio, mentre la Salernitana fu ufficialmente rifondata nel 1927.

Anni ’30: le sfide tra Salernitana e Napoli Riserve

Attorno agli anni trenta, nel campionato italiano alcuni club di Serie A presentavano anche delle squadre riserve, le quali per un periodo hanno militato nella terza serie italiana. Proprio per tale motivo, nei campionati di terzo livello 1932-33 e 1933-34 la Salernitana si è trovata ad affrontare la squadra riserve del Napoli, il cosiddetto Napoli B. Nella prima stagione, la gara di andata del campionato del girone H si concluse con un 6-3 per la Salernitana, al Littorio di Salerno, con reti di Sudati (S) al 17°, Maffioli (N) al 18°, Panelli (N) al 22°, Finotto (S) al 25°, Miconi (S) al 32°, Miconi (S) al 50°, Finotto (S) al 59°, Sudati (S) al 65°, Borza (N) all’80°; la partita di ritorno, 1-0 per i napoletani con un gol di Sacchi allo scadere. Il torneo terminò con Salernitana quarta in classifica a 25 punti e Napoli B quinto con 24 punti.

Nella stagione successiva le sfide saranno di 4-1 per la Salernitana a Salerno con reti di Codari (S) al 15°, Bergamini (S) al 43°, Ragusa (N) al 51° , Codari (S) al 73° e Finotto (S) all’85°; e di 2-2 a Napoli, con una Salernitana che dapprima passa in vantaggio (Finotto al 7°), poi raddoppia (Carella al 35°), ma si fa rimontare per via delle reti di Gravisi al 49° e di Giraud all’82°. Sarà una stagione in cui il Napoli Riserve si piazzerà settimo, mentre la Salernitana raggiungerà il terzo posto. A partire dalla successiva stagione le “squadre riserve” dei club di Serie A cesseranno l’attività in terza serie, cosicché la Salernitana non si incontrerà mai più con la selezione B dei partenopei.


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Negli anni quaranta

Il primo derby della storia valevole per una competizione, tra la Salernitana e la prima squadra dell’attuale Napoli Calcio si svolse nel Campionato campano 1945 nello stadio Comunale di Salerno (in seguito intitolato a Vestuti). La prima partita disputata tra azzurri e granata si concluse con un pareggio: al 35′, con il risultato fermo sull’1-1, l’arbitro Stampacchia assegnò un rigore incerto al Napoli; i tifosi della Salernitana insorsero e vennero placati dalle forze dell’ordine. Il rigore, tirato da Mazzetti, si infranse sul palo.
Durante e dopo la gara si verificarono incidenti tra tifosi e tra giocatori (Stampacchia addirittura si gettò a terra e si finse morto) e il campo di Salerno fu squalificato a tempo indeterminato. La prima sfida in campionato si svolse invece nel Campionato Misto del Sud del 1945-1946. La sfida di andata (Napoli, 23 dicembre 1945) finì 1-0 per gli azzurri, quella di ritorno si concluse con un pareggio per 1-1 (Salerno, 3 marzo 1946).
Nel campionato di Serie A 1947-1948, la gara di andata terminò 3-3 (Salerno, 24 novembre 1947), quella di ritorno 0-0 (Napoli, 11 aprile 1948). La classifica finale vide entrambe le squadre con 34 punti, cosicché la Salernitana per un solo punto non riuscì a salvarsi, ma il Napoli fu declassato all’ultimo posto per un tentativo di corruzione: entrambe le squadre furono quindi retrocesse in serie B per la stagione 1948-49.
Il derby campano 1948-49 di andata terminò con 1-1 (Salerno, 7 novembre 1948), quello di ritorno con la vittoria per 1-0 del Napoli (Napoli, 3 aprile 1949). La Salernitana terminò il campionato al quarto posto con 47 punti (all’epoca solo le prime due classificate salivano in serie A), il Napoli, invece, si classificò con 45 punti al quinto posto. Nella stagione successiva la storia si ripeté: 1-0 a Napoli (20 novembre 1949) e 1-1 a Salerno (16 aprile 1950). In quella stagione il Napoli tornò in serie A, terminando il campionato al primo posto, mentre la Salernitana risultò tredicesima.

Negli anni ottanta

Il 18 agosto 1982 i granata riaffrontarono il Napoli, stavolta in Coppa Italia. La partita terminò con la vittoria azzurra con un rigore segnato da Ferrario. A fine gara non mancarono gli scontri tra tifosi e si udì anche un colpo di pistola, che però non ebbe conseguenze.

La successiva sfida tra Salernitana e Napoli si svolse nel 1985 nuovamente in Coppa Italia. La gara terminò 3-1 a favore dei partenopei (Napoli, 28 agosto 1985), con reti di Maradona per il Napoli, Billia su rigore per la Salernitana, nuovamente Maradona (su rigore), e infine Manzo (a causa di un’autorete).

Negli anni novanta e duemila

Nella stagione calcistica 1999-2000 granata e azzurri si affrontarono per 4 volte in competizioni ufficiali. Il derby si disputò inizialmente in Coppa Italia, attraverso un meccanismo di andata e ritorno: all’andata la gara si concluse con un 2-0 per la Salernitana grazie ad una doppietta di David Di Michele (Salerno, 15 agosto 1999); al ritorno terminò 3-0 per i napoletani che quindi ebbero accesso al turno successivo della coppa. Nel campionato di Serie B 1999-2000, con i granata reduci da una retrocessione dalla serie A e gli azzurri per il secondo anno di fila in cadetteria, le sfide terminarono 1-1 a Salerno (3 ottobre 1999) e 3-1 per i partenopei a Napoli (5 marzo 2000). In quella stagione il Napoli si classificò al secondo posto e fu promosso in serie A, mentre la Salernitana si piazzò settima.


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Con la retrocessione del Napoli in serie B, le due compagini si incontrarono di nuovo nella stagione 2001-2002 e i due derby terminarono 1-1 a Napoli, con gol di Lazzaro al 94′ per la Salernitana, da poco entrato in campo (27 gennaio 2002) e 3-1 a Salerno per la Salernitana (10 marzo 2002). Il campionato si concluse con il Napoli al quinto e la Salernitana al sesto posto.

Nella stagione seguente (Serie B 2002-2003) ci furono 3 derby ufficiali: uno in Coppa Italia che terminò 1-1 con reti di David Sesa per il Napoli e Fabio Vignaroli per la Salernitana (Napoli, 25 agosto 2002), e due in campionato: il Napoli perse a Salerno per 2-0, ma vinse in casa per 2-1 (24 novembre – 26 aprile). Il Napoli si classificò quindicesimo, la Salernitana ultima, ma non retrocesse per via del Caso Catania.

Il 17 agosto 2003, a Salerno si svolse un ennesimo match di Coppa Italia, che terminò con uno 0-0. Nel campionato di Serie B 2003-2004 entrambe le sfide tra granata e azzurri finirono 0-0 (9 novembre – 3 aprile), e il Napoli terminò quattordicesimo, la Salernitana quindicesima. Il Napoli fu però retrocesso per inadempienze finanziarie, e fu rifondato con il nome di Napoli Soccer. Poi due sfide di Coppa Italia: l’una giocata nell’autunno del 2008, negli ottavi di finale, in cui nella gara unica giocata a Napoli i partenopei vincono per 3-1; l’altra all’estate del 2009, in cui nella gara secca del secondo turno giocata al San Paolo (con divieto d’accesso alla tifoseria della Salernitana) la partita finisce 3-0 per i padroni di casa. Infine, lo scorso anno il doppio derby in Serie A: all’Arechi vittoria azzurra di misura, al ritorno successo netto per 4-1 dei partenopei.

Gli scontri tra tifosi di Napoli e Salernitana

Nella storia ci sono stati anche casi di scontri tafferugli tra i tifosi di Napoli Salernitana. Il 18 agosto 1982 i granata riaffrontarono il Napoli, stavolta in Coppa Italia. La partita terminò con la vittoria azzurra con un rigore segnato da Ferrario. A fine gara non mancarono gli scontri tra tifosi e si udì anche un colpo di pistola, che però non ebbe conseguenze. Scontri anche nei primi anni Duemila.

L’arbitro che si finse morto durante Napoli-Salernitana

Celebre è la vicenda dell’arbitro Stampecchia che si finse morto in occasione del primo storico derby tra Napoli Salernitana, andato in scena nel 1945. Il direttore di gara, della sezione di Nola, sul risultato di 1-1 assegnò un calcio di rigore ai partenopei mandando su tutte le furie giocatori e tifosi locali. Ci fu così una invasione di campo, con l’arbitro che sospese l’incontro e si finse morto dopo aver sentito un colpo di pistola.

Il rispetto tra Napoli e Salernitana

Ad ogni modo, nella storia non sono mancate testimonianze ed episodi di solidarietà e rispetto tra le due tifoserie. Nella storia recente, si ricorda la vicinanza del popolo azzurro a quello granata in occasione della morte dello storico capo ultras Carmine Rinaldi, noto come il Siberiano, deceduto nel 2010. Stesso rispetto garantito dai supporter granata dopo la morte del tifoso azzurro Ciro Esposito, sparato prima della finale di Coppa Italia all’esterno dello stadio Franchi di Firenze.

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