Un libro ti mette le ali: perché dobbiamo tornare a leggere

nonno e nipote

Con l’avvento degli e-book, il libro è rimasto sugli scaffali di librerie e biblioteche, si è ricoperto di polvere, contro cui è difficile combattere

In un’era così profondamente tecnologica, dove regnano sovrani gli smartphone, i tablet, i notebook, internet, i social network, i laptop e tante altre utilissime e, sembra, indispensabili diavolerie moderne, un libro è visto un po’ come una sorta di monolite da osservare, da apprezzare come oggetto di abbellimento museale.

Ed è proprio così, con l’avvento anche degli e-book, il libro non solo è rimasto sugli scaffali di librerie e biblioteche, ma si è anche ricoperto di polvere, una polvere di indifferenza contro cui oggi è difficile combattere. Chi ha vissuto prima dell’era multimediale non ha mai accettato questo ingrato destino del tomo cartaceo, ma non ha più le forze per imporsi nei confronti delle nuove generazioni.

Il libro: dal manuale al digitale

Noi, invece, che abbiamo vissuto la transizione dal manuale al digitale, colpevolizziamo sì, ma spesso accettiamo con rassegnazione ciò che la tecnologia ci impone, complici di un declino inevitabile dei rapporti sociali, della creatività e di una cultura frammentaria e poco credibile. Approviamo ciò che i nostri figli e nipoti pretendono per uniformarsi alla massa.


nonno e nipote


Oggi non si studia più con i libri aperti, i vocabolari o le “primitive” enciclopedie. Oggi, si corre su Google, un “mordi e fuggi” del sapere, e con i “copia e incolla” gli studenti in pochi minuti buttano giù ricerche, esercizi, temi, argomenti e documentazioni scolastiche con risultati a dir poco sconfortanti, senza neanche verificare la veridicità delle informazioni; poi con un click tutto viene stampato, perfetto, delineato nel foglio con i caratteri più belli e armoniosi che i software ci mettono a disposizione.


libro


E con questo non voglio approfondire la perdita della manualità e del piacere di scrivere con la penna anche una semplice cartolina.

Un mondo in continuo cambiamento

Oggi, da ogni angolo del mondo, si inviano foto in tempo reale, ci si connette con whatsapp, si pubblicano immagini e stati, si attivano video addirittura in diretta. Certo, tutto molto bello, dove le distanze vengono definitivamente eliminate in una sorta di abbattimento delle barriere architettoniche mentali, in un mondo ormai di “diversamente abili”; ma siamo sicuri che tutto ciò sia giusto o quanto meno accettabile?


smartphone e libro


A cosa stiamo andando realmente incontro? Ancora non lo sappiamo purtroppo, ma certamente, i rapporti sociali, le vecchie interazioni tra amici, i giochi in comune, le condivisioni di un’esperienza, stanno man mano morendo, lasciando dietro di sé una scia di residui umani sterili e inanimati.

Il piacere del libro

Con questo articolo umilmente voglio cercare di riqualificare il piacere del libro; il ritagliarsi una mezz’ora domenicale del proprio tempo, seduti su di una poltrona, distesi sul proprio letto o comodamente adagiati sul divano, con un bel libro in mano. E quando mi riferisco a “bel libro” non mi riferisco solo al contenuto, quello è un fatto soggettivo e varia a seconda della propria cultura ed istruzione.

Quando parlo di “bel libro” mi riferisco proprio all’aspetto estetico. Certo, perché un libro innanzitutto ci colpisce per la copertina, la rilegatura, i colori, la carta, le immagini interne, il titolo, la quarta di copertina.


harry-potter


Quanti acquistano ancora libri?

Quanti di voi hanno acquistato in libreria un libro, attratti dalla copertina, senza che poi il contenuto abbia più di tanto colpito la vostra attenzione. Ma quella brossura con stile antico piuttosto che una morbida copertina moderna, ci dà la possibilità di toccare, di accarezzare qualcosa di concreto, di realmente apprezzabile.


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Poi le prime pagine, i contenuti, i riferimenti, tornare indietro per cercare quella particolare frase che ci ha colpiti o che ci permette di comprendere la trama a seguire o ci spiega meglio un concetto.

A metà libro poi iniziamo a parlarne con i nostri amici e infine la soddisfazione che ne deriva quando, chiusa l’ultima pagina e la copertina, lo riponiamo felici di aver introdotto nel nostro patrimonio culturale ulteriori informazioni; informazioni che ci arrivano con un racconto, un saggio, una poesia, un’illustrazione e arricchiscono il nostro bagaglio non solo formativo, ma anche educativo.


pinocchio


Leggere un libro: a cosa serve?

Perché un libro ci fornisce spunti creativi e ricreativi, ci apre nuovi orizzonti, ci forma, ci educa; insomma, come dice Gigi Marzullo nella sua rassegna editoriale, un libro a volte può cambiarci la vita. Ma più che altro, ci permette di volare, di stendere le ali della conoscenza, liberi da imposizioni esterne, da gabbie mentali che l’ignoranza o una mancata consapevolezza impongono, rendendoci schiavi di noi stessi; e un libro, un buon libro, un libro bello, certamente aiuta in questo processo evolutivo.


nuove generazioni


I giovani e i libri

Oggi vedere un ragazzino che stringe un testo, anziché uno smartphone, è evento ormai arduo. Sta a noi, che abbiamo assaporato la vera libertà, cercare di riabilitare il gusto della lettura a qualsiasi livello essa sia. Ci auguriamo che anche le nuove generazioni possano prendere consapevolezza di questo e, perché no, utilizzare il proprio smartphone come segnalibro, tra una lettura ed una foto postata e condivisa con gli amici.

Antonio Vincensi

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