Cronaca

Negò l’uscita ad una studentessa che stava male, assolto il preside Carfagna

SALERNO. L’ex preside del liceo Tasso Salvatore Carfagna è stato assolto dalle accuse di abuso d’ufficio, rifiuto di atti d’ufficio e lesioni personali rispetto a quanto accaduto due anni fa nel noto istituto di Piazza San Francesco.

Il dirigente scolastico, infatti, negò l’uscita anticipita di una studentessa che aveva detto di sentirsi male. I genitori della alunna presentarono una denuncia che successivamente ha portato al rinvio a giudizio. Ieri l’assoluzione.

I fatti

Nel giugno 2013, la vicepreside del liceo Tasso, negò l’uscita da scuola ad una studentessa perchè “il dirigente scolastico non autorizzava uscite fuori dagli orari programmati”: a seguito delle insistenze della madre dell’alunna, Anna D’Arco, quindi, la stessa vice chiamò il preside, allora non in sede, che le raggiunse dopo una 20ina di minuti, mentre la alunna che stava male raggiunse la mamma in presidenza da sola, “percorrendo le scale a suo rischio e pericolo, viste le sue condizioni”, come racconta la donna.

La D’Arco denunciò: “Il preside mi ha negato il permesso, dicendo che la ragazzina sarebbe potuta uscire prima, solo se a bordo di un’ambulanza: mi ha anche cacciato dal suo ufficio sbraitando”. A quel punto, la signora D’Arco, sconvolta, ricordò invano a Carfagna di avere lei la patria potestà sulla ragazza, ma non ci fu nulla da fare per convincere il dirigente.

Così, la mamma allertò il 113: “Giunti sul posto, gli agenti hanno detto al preside che avrebbe potuto beccare una denuncia per abuso e sequestro di persona, ma neppure questo, nè l’autorizzazione da parte del 118 lo ha fatto desistere dalla sua posizione – continuò la donna – Alla fine, dopo 2 ore di discussione, mia figlia che ha una cisti emorragica ed ha visto anche violata la sua privacy, è uscita fuori dalla scuola sull’ambulanza, diretta in ospedale, senza che io firmassi nulla, in quanto ormai erano le 13:45, orario previsto per l’uscita regolare. In ospedale – concluse la mamma – ci hanno proposto il ricovero, ma abbiamo scelto di condurla a casa”.

(Fonte: salernotoday)

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