Cronaca

Orchi tra Eboli e Battipaglia, 45enne abusa di minorenne: «Non ero il solo a dare passaggi al ragazzino»

EBOLI. È probabile che il numero di vittime delle violenze sessuali di un 45enne, per cui il 24 marzo è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, non fosse di solo una.

Questa è una delle tante informazioni che emergono dall’interrogatorio di garanzia nei confronti dell’uomo, un buttafuori di Battipaglia, arrestato con l’accusa di violenza sessuale.

Orchi tra Eboli e Battipaglia: i dettagli

L’indagine condotta dal pm Federico Nesso potrebbe produrre una svolta clamorosa nelle prossime ore.

Nell’interrogatorio di garanzia, infatti, secondo quanto riporta Il Mattino, sono trapelati i nomi di due stranieri.

Il 45enne di Battipaglia, difeso dall’avvocato Paolo Vocca, avrebbe puntato il dito contro un marocchino della zona di Santa Cecilia: «Era anche lui ad accompagnare a scuola il ragazzo romeno di 13 anni».

Roberto V. avrebbe poi fatto il nome di un altro straniero che lavora a Campolongo, impiegato come parcheggiatore presso uno stabilimento balneare al confine tra Eboli e Battipaglia.

Il buttafuori di 45 anni ha ammesso le sue responsabilità: «Ho avuto un momento di debolezza», così come ha ammesso di aver regalato dosi di droga al 13enne in cambio del suo silenzio.

I ragazzi della comunità rom di Campolongo e di Santa Cecilia avevano rapporti frequenti con il buttafuori battipagliese, con il marocchino e con il parcheggiatore straniero. Tra degrado sociale e abusi sessuali il passo è breve. Gli investigatori, adesso, dovranno scoprire quanto deviati fossero i rapporti tra maggiorenni e minorenni.

La possibile presenza di altri orchi in zona

Ma è probabile che nella periferia di Eboli agisse più di un violentatore. Non è escluso che il pm salernitano Nesso possa procedere con la richiesta di incidente probatorio così da imprimere una svolta nelle indagini.

Nel frattempo però un primo “vincitore morale”, se di questo si può parlare, è giù stato riconosciuto.

La denuncia

Si tratta della dirigente scolastica della scuola ebolitana che, con la sua denuncia ai carabinieri, ha squarciato il velo di omertà.

La preside non appena si è accorta del comportamento anomalo del suo alunno romeno e di altri alunni si è presentata in caserma e ha indicato una serie di episodi strani.

In tre mesi, gli investigatori hanno ottenuto riscontri probatori importanti. Il primo arrestato ha già ammesso le sue colpe. Nella rete dei carabinieri, adesso, potrebbero finire altri orchi.

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