Più infrastrutture ed aree verdi a Battipaglia. Finisce l’era del cemento

comune di battipaglia

Le prime idee urbanistiche sono di evitare colate di cemento, di riqualificare l'esistente e di creare una città più a misura d'uomo

BATTIPAGLIA. Il tavolo per la redazione delle linee guida del futuro piano urbanistico di Battipaglia è al lavoro. Il team di architetti targati G124 e marchiati dal senatore Renzo Piano si è messo all’opera presso locali dell’ex scuola De Amicis di Battipaglia, che nei prossimi mesi fungerà da emblema della realizzazione del Puc, da fulcro di idee urbanistiche, da nucleo del prossimo sviluppo (almeno ideale) della città.

Da Palazzo di Città sono iniziati i trasferimenti di fascicoli e documenti che riguardano gli ultimi 40 anni di urbanistica a Battipaglia. Dal vecchio piano regolatore del 1973 (in vigore, seppur modificato negli anni da piani attuativi e varianti), passando per le linee guida approvate – e mai messe in pratica – nel corso delle esperienze amministrative di Fernando Zara e Giovanni Santomauro. Atti che rappresenteranno il punto di partenza ideale per la discussione che porterà alla redazione, entro la fine del mese di giugno, delle linee guida. Cosa realmente sarà conservato della recente progettazione urbanistica è tutto da vedere. Ma è chiaro che ci sono dei capisaldi che non potranno non comparire tra le linee guida del Puc.

Si tratta essenzialmente delle opere in corso – o che saranno cantierizzate a breve. Nel dettaglio: il progetto integrato Più Europa, che il team di architetti dovrà tenere in forte considerazione e studiarne le pagine; il nuovo cimitero comunale che modificherà una parte della collina che conduce fino al Castelluccio; i piani attuativi dei rioni Carmine Turco e Sant’Anna (e forse di via Matteo Ripa). Tali progetti, inseriti nelle linee guida approvate da Santomauro, saranno anche all’interno della documentazione che sarà predisposta dal nuovo gruppo coordinato da Massimo Alvisi.

Il concetto di “città estesa” – e non più divisa tra rioni e zone – coniato da Renzo Piano sarà al centro dei pensieri del team urbanistico, ma dovrà fare i conti con una città che presenta quartieri che sentono poco il contatto con il centro cittadino, come Belvedere, Taverna o l’Aversana. Su tali zone dovrebbero essere predisposti appositi progetti per la realizzazione di opere infrastrutturali come aree verdi, parcheggi, edifici scolastici, palestre, piscine comunali

Uno degli obiettivi principali riguarderà, appunto, gli standard urbanistici. A fronte di una dotazione di standard di 20 metri quadrati per abitante, come previsto dalla legge, si riscontra a Battipaglia una dotazione media attuale di circa 10 metri quadrati, quindi la metà. In pratica, centinaia di migliaia di metri quadrati che dovevano essere destinati a spazi collettivi, verde pubblico, attrezzature sociali, sono stati utilizzati per fini diversi. Attualmente le aree destinate a standard sono circa 480mila metri quadrati con un deficit di 560mila metri quadrati. Come scritto anche nella relazione del Puc preparata dall’ex consulente di Giovanni Santomauro, Valter Fabietti, “la città si è ingrandita disordinatamente e gli abitanti hanno avvertito grosse difficoltà di vivibilità”. Tale dettaglio, sicuramente non trascurabile, era stato notato anche nel 1997 dall’allora sindaco Fernando Zara senza la necessità di avvalersi di consulenti a carico delle casse comunali. Strategica nelle scelte sulle nuove linee guida sarà, ancora una volta, la fascia costiera. Non più vista quale area di conquista del cemento per la realizzazione di 4.500 nuovi alloggi come sperato dall’ex sindaco Santomauro, la costa di Battipaglia sarà, invece, a vocazione sempre più turistica, mentre sarà valorizzato l’aspetto rurale del rione Aversana.

In generale, le prime idee urbanistiche del gruppo Alvisi sono di evitare colate di cemento, di riqualificare l’esistente e di creare una città più a misura d’uomo, con servizi, trasporti e standard adeguati.

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