Cronaca

Rivalità tra cliniche private a Eboli: due inchieste e 13 indagati

EBOLI. Rivalità tra cliniche private a Eboli: due inchieste e 13 indagati. Lo scontro è tra Ises ed Elaion. Due le inchieste in corso e i legali coinvolti: Martino Melchionda (Forza Italia) difende l’Ises. Federico Conte (parlamentare di Leu) difende l’Elaion.

Inchieste per calunnia e ricettazione

La prima inchiesta è per calunnia, la seconda per ricettazione. L’inchiesta per calunnia si è conclusa qualche settimana fa. Il pm Vallerdina Cassaniello ha chiesto il rinvio a giudizio per 13 esponenti della Nuova Ises: Tullio Gaeta, Giovanni Bellantonio, Alberto Gaeta, Cosetta Sica, Anna Palladino, Temistocle Cimmino, Massimo Cataldo, Tiziana Opromolla, Lucia Dabbene, Lucia Scocozza, Rosa Morriello, Teresa Cuozzo e Maria Stella Sansone.

Undici imputati su tredici sono difesi dall’ex sindaco Melchionda (già amministratore dell’Ises). L’udienza preliminare è per il 10 ottobre nell’ufficio del gup D’Ascoli. Gli imputati devono rispondere di accuse infondate contro Antonio Petrone e Teresa Di Candia, consiglieri comunali di Leu.

Le accuse

Nell’esposto dei 13 firmatari, Petrone e Di Candia erano accusati di «arrecare nocumento al funzionamento corretto del Comune». Secondo i soci della Nuova Ises c’è una lobby in Comune che favorisce la clinica Elaion. Tutto falso. Petrone e Di Candia nel consiglio del 16 dicembre 2016 espressero perplessità sull’assegnazione della Casa del Pellegrino alla Nuova Ises. L’Anac di Cantone, la Regione e l’Asl di Salerno hanno fatto lo stesso. La procura della Repubblica di Salerno (pm Cassaniello) ritiene che le accuse dell’Ises siano campate in aria.

Le indagini

Petrone e Di Candia, e il presidente dell’Elaion (De Vita) si sono costituiti parte civile. In aula, a ottobre, saranno rappresentati dall’avvocato Federico Conte. C’è poi una seconda inchiesta. La procura ha avviato un’indagine per ricettazione. Nella guerra tra Ises ed Elaion sono spuntati documenti rubati da una cassaforte. Il furto è stato denunciato ai carabinieri.

Nella foga di scrivere esposti ai pm, a qualche protagonista del braccio di ferro è sfuggito di mano il codice penale. Cliniche contro ma non solo. Per la casa del Pellegrino all’Ises sono indagati il sindaco Cariello e gli assessori Di Benedetto, Ginetti e Lamonica, nonché Saja e Lenza non più in giunta.


fonte: il mattino

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