Salerno, è allarme 5g: 16 sindaci contrari

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Sono 16 i sindaci della provincia di Salerno contrari all’introduzione delle antenne del 5g nei loro territori. Preoccupano le conseguenze negative

Il 5G è alle porte, in tutto il mondo. La prossima generazione di connessione mobile darà il via a una delle rivoluzioni tecnologiche più grandi del nostro tempo. Certo è che le opinioni sulla sperimentazione di questa nuova tecnologia sono diverse e anche nel Salernitano alcuni sindaci sono contrari.

Sindaci del Salernitano contrari al 5g

Sono sedici  i sindaci della provincia di Salerno contrari all’introduzione delle antenne del 5g nei loro territori. Preoccupano le conseguenze negative che le onde elettromagnetiche potrebbero avere sulla salute dei propri cittadini. Molti di loro manifesteranno sabato in una protesta di piazza.

Cos’è e come funziona il 5g?

Intanto il nome: la “G” sta per “generation”, è la quinta generazione dello standard per la trasmissione dati attraverso una rete di telefonia mobile. Arriva dopo l’1G (il vecchio “Tacs”) in cui i segnali radio erano trasmessi in forma “analogica”, il 2G (il Gsm), il 3G (Umts) e il 4G (LTE, long term evolution, “evoluzione a lungo termine”). Ma a differenza delle altre generazioni il 5G non è solo una nuova “interfaccia radio” perché qui la rete da “fisica”, la rete diventa “virtuale”. Il servizio in mobilità rivestirà una parte decisiva: dunque le reti wireless, integrate con le reti fisse in fibra, avranno un ruolo centrale.

L’Italia, “panorama frequenziale” controverso

L’Italia è uno dei Paesi con il “panorama frequenziale” più controverso. Per questo l’ultimo governo ha messo mano al loro riordino e, in vista del 5G, ha stabilito con la legge di bilancio 2018di lanciare una gara (incasso previsto di almeno 2,5 miliardi) per assegnare nuove frequenze agli operatori: su questo fronte il nostro Paese è a un buon punto, con un ok dell’Antitrust: operazioni che riscuotono il parere positivo dell’Europa.

Molta strada è ancora da fare: alcune parti dello spettro radio sono già occupate (la banda 700Mhz dalle Tv, per esempio) e la loro liberazione comporterà un lungo processo di “trasloco” e riorganizzazione dell’intero panorama “spettrale”.

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