Blitz antidroga, Mariconda e Matierno liberate: tra gli arrestati anche Persico, il “Capo dei Capi”

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Salerno, 38 arresti per droga: in manette anche Ciro Persico, a capo di una vera e propria organizzazione criminale di Salerno

Giornata importante quella di ieri per Salerno con ben 38 arresti per droga. Dall’alba del 9 giugno i carabinieri hanno notificato 38 provvedimenti restrittivi con la coordinazione della Dda del procuratore Giuseppe Borrelli. L’operazione “prestigio” prende il nome da un regalo di altrettanto “prestigio” fatto da Matteo Calonico Ciro Persico. Quest’ultimo aveva ricevuto in dono un fucile canne mozze perché ritenuto un uomo di cervello. Quel regalo però non gli è mai arrivato perché i carabinieri di Salerno avevano già tutti sono intercettazione e arrestarono lo stesso Persico come ricostruito da Petronilla Carillo sulle colonne de Il Mattino.

Salerno, arresti per droga: ripulite Mariconda e Matierno

Tra le persone finite in manette c’è dunque Ciro Persico, detto anche lo “zio”. In brevissimo tempo aveva assunto la guida del gruppo criminale di cui avevo ampliato la sfera di influenza, il giro d’affari, la forza intimidatrice e il potenziale d’attacco diventando poi il capo indiscusso dopo l’arresto di Gennaro Caracciolo. 

C’era poi Matteo Calonico, da poco avvicinatosi al gruppo, che insieme a Luigi Iannone volevano costituire un clan camorristico con a capo proprio Ciro Persico“Senti a me, serve gente buona. Ragazzetti no, perché fanno guai, fanno di testa loro. Dobbiamo fare come faceva Totò Riina, una testa che comanda…” diceva Calonico in una conversazione con Iannone.

Le reazioni

Gianluca Trombetti, comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, ha spiegato: “La diffusione dell’uso di droga è trasversale nel capoluogo. Abbiamo potuto verificare, nel corso di questa indagine molto complicata per la tipologia di aree in cui avveniva lo spaccio che non hanno agevolato pedinamenti e appostamenti, che l’uso di droga è ad appannaggio di tutte le classi sociali: ognuna si approvvigionava a seconda della zona più conveniente anche se, nel centro storico l’attività era molto fiorente.

Speriamo di aver contribuito ad un miglioramento di quella forma di degrado in cui versa il centro storico e che è sempre stata all’attenzione delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali. Persico aveva una spessore criminale elevato e si evince anche dalla notevole affiliazione che aveva e che gli consentiva di vantare molto potere, come nel caso delle trattative portate da lui stesso avanti per convincere i De Feo ad estendere la vendita anche in provincia”.


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