Salerno, va a prendere sua nipote all’asilo ma non le chiedono i documenti: la protesta dei genitori

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A Salerno monta la protesta dei genitori dei bambini dell'asilo Giovi Piegolelle: una zia ha prelevato sua nipote ma non le hanno chiesto i documenti

A Salerno monta la protesta dei genitori dei bambini dell’asilo Giovi Piegolelle: una zia ha prelevato sua nipote ma il personale non le ha chiesto i documenti di riconoscimento.

Non le chiedono i documenti: zia preleva sua nipote. E se fosse stata una sconosciuta?

«Salve, dovrei prelevare mia nipote. Ha bisogno dei documenti?», «No, non è necessario, la faccio scendere subito». E’ il botta e risposta che si è tenuto ieri dinanzi alla scuola materna di Giovi Piegolelle tra una zia di un’alunna ed il collaboratore scolastico e che ha fatto storcere il naso a non poche mamme. A riportare la notizia è il quotidiano “Le Cronache”, a cura di Erika Noschese.

A scatenare la polemica, infatti, l’atteggiamento del collaboratore scolastico che – senza alcun problema – ha fatto andar via una bambina con una zia. Nulla di strano, la donna infatti ha la delega. Peccato però che il collaboratore non ha chiesto i documenti alla donna, accertandosi che avesse davvero la delega.

«Potevo essere chiunque, ho chiesto di prelevare mia nipote e loro hanno acconsentito – ha detto la donna, preoccupata per l’incolumità di sua nipote – Non mi hanno chiesto documenti, non si sono accertati che avessi la delega per prelevare la bambina dalla scuola». Quella della mancata sicurezza nelle scuole è un problema sempre più attuale, non solo a livello locale o provinciale ma su tutto il territorio nazionale.

Non sono pochi, infatti, i casi di bambini prelevati da sconosciuti. E ieri mattina, a prelevare la bambina di soli 3 anni poteva presentarsi chiunque, magari un estraneo o magari un “nemico” della famiglia. «Quel collaboratore non mi conosceva, non mi ha mai visto e questo è preoccupante», ha aggiunto la donna.

E intanto, sono proprio alcuni genitori degli alunni dell’asilo di Giovi Piegolelle a lanciare un appello per far sì che la sicurezza non passi mai in secondo piano – soprattutto quando ci sono di mezzo minorenni e bambini piccoli e che si adoperino tutte le precauzioni del caso quando si presenta un parente a ritirare un bambino, prima dell’orario di uscita. Un esempio concreto? Accertarsi che ci sia la delega e verificare i documenti.


Erika Noschese, Le Cronache

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