Salerno, Comune formula atto per il riconoscimento della Scuola Medica come patrimonio Unesco

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Scuola Medica Salernitana patrimonio Unesco, avviato l'iter da parte del Comune che ha formulato atto di indirizzo per l’avvio della procedura

La Scuola Medica Salernitana patrimonio Unesco. Il Comune di Salerno – come si legge sulla pagina Facebook di ARCAN – Salerno Cantieri&Architettura – ha formulato atto di indirizzo per l’avvio dell’iter necessario per il riconoscimento della Scuola Medica Salernitana quale patrimonio Immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco.

Scuola Medica Salernitana patrimonio Unesco

La Scuola Medica Salernitana è stata la prima e più importante istituzione medica d’Europa nel Medioevo (IX secolo); come tale è considerata da molti come l’antesignana delle moderne università.

La “Scuola” si fondava sulla sintesi della tradizione greco-latina completata da nozioni provenienti dalle culture araba ed ebraica. Essa rappresenta un momento fondamentale nella storia della medicina per le innovazioni che introduce nel metodo e nell’impostazione della profilassi. L’approccio era basato fondamentalmente sulla pratica e sull’esperienza che ne derivava, aprendo così la strada al metodo empirico e alla cultura della prevenzione.

Di particolare importanza, dal punto di vista culturale, è anche il ruolo svolto dalle donne nella pratica e nell’insegnamento della medicina. Le donne che insegnarono e operarono nella scuola divennero famose col nome di Mulieres Salernitanae.

Le basi teoriche erano costituite dal sistema degli umori elaborato da Ippocrate e Galeno, tuttavia il vero e proprio bagaglio scientifico era costituito dall’esperienza maturata nella quotidiana attività di assistenza ai malati. Con la traduzione dei testi arabi, si aggiunse a questa esperienza una vasta cultura fitoterapica e farmacologica.

Patrimonio dell’umanità

Quella di sito patrimonio mondiale è la denominazione ufficiale delle aree registrate nella lista del patrimonio mondiale, o nella sua accezione inglese World Heritage List, della Convenzione sul patrimonio mondiale.

La Convenzione, adottata dalla Conferenza generale dell’Unesco il 16 novembre 1972, ha lo scopo di identificare e mantenere la lista di quei siti che rappresentano delle particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale. Il Comitato della Convenzione, chiamato Comitato per il patrimonio dell’umanità, ha sviluppato dei criteri precisi per l’inclusione dei siti nella lista.[1]

Secondo l’ultimo aggiornamento effettuato nella riunione del 43º Comitato per il patrimonio dell’umanità a Baku tra il 30 giugno e il 10 luglio 2019[2], la lista è composta da un totale di 1121 siti (di cui 869 beni culturali, 213 naturali e 39 misti) presenti in 167 stati del mondo[3].

L’Italia e la Cina sono le nazioni che detengono il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità (entrambe con 55 siti)[4], seguite dalla Spagna (48 siti), dalla Germania (46 siti) e dalla Francia (45 siti)

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