Politica

Bellizzi, «bidoni dell'umido scomparsi»

BELLIZZI. Alza la voce l’opposizione consiliare al Comune di Bellizzi per la “sparizione” dei bidoni dell’umido. Il consigliere Angelo Maddalo afferma che «ci sono gravi disagi per la cittadinanza».

Ed aggiunge che «quest’amministrazione è maestra nel creare confusione, disagi e poca informazione e purtroppo, come già avvenuto con la raccolta differenziata qualche mesa fa, si interviene a modificare la vita dei cittadini di Bellizzi, avvisando questi ultimi a fatti già compiuti.

Quando è stata modificata la raccolta differenziata, i rifiuti sono stati lasciati per strada con la targhetta ”materiale non conforme alla raccolta differenziata” e dunque non sono stati raccolti. Ma il problema non erano i rifiuti, bensì era ed è tuttora che si sono dimenticati di avissare realmente i cittadini loro “datori di lavoro”, nonché utenti del servizio.

Lo stesso accade anche oggi: sono scomparsi i bidoni dell’umido e la cittadinanza legittimamente domanda: l’umido dobbiamo portarlo al Sindaco? Gi utenti di quelle abitazioni non dotate di un’area recintata chiusa a chiave in cui depositare i propri rifiuti, dovranno esporre ogni volta il proprio secchio verde dell’umido per strada.

angelo maddalo

Insomma, un gesto di una banalità estrema come buttare la spazzatura diventerà una sorta di odissea dalla difficile realizzazione, senza contare che si sono preoccupati dell’eventuale rifiuto non conforme alla raccolta ma non del fatto che il singolo secchio esposto in strada sarà facilmente preda di gatti, cani e altri animali randagi con conseguente svantaggio per la pulizia delle strade e per l’igiene stesso.

Tuttavia queste sono le geniali disposizioni o meglio le leggi imposte dall’alto ad una cittadinanza lasciata letteralmente allo sbaraglio. Dobbiamo al Sindaco e a tutti questi “grandi amministratori” l’ennesima situazione di disagio, aggravata dal fatto che proprio loro hanno scelto di dare in gestione tutto il sistema dei rifiuti alla Sarim, togliendo al Comune ogni possibilità di intervento».

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