Morte Casalnuovo, carabiniere assolto: “Non c’è prova del calcio allo scooter”

Assolto il carabiniere per la morte del giovane di Massimo Casalnuovo, il giovane che era caduto dallo scooter a causa di un calcio del militare

Assolto il carabiniere per la morte del giovane di Massimo Casalnuovo, il giovane che era caduto dallo scooter a causa, per quanto si disse inizialmente, di un calcio del militare.

Morte Massimo Casalnuovo, carabiniere assolto

È uno dei passaggi delle motivazioni con cui la Cassazione ha respinto l’appello contro l’assoluzione del maresciallo Giovanni Cunsolo. Si tratta del processo a carico del sottoufficiale dell’Arma accusato dell’omicidio preterintenzionale di Massimo Casalnuovo, un giovane meccanico di Buonabitacolo morto nei pressi di un posto di blocco dei carabinieri:

La prova scientifica, fondata sulla micro traccia di vernice blu rinvenuta sotto la scarpa dell’imputato non è risultata in alcun modo risolutiva: l’accertamento chimico sulla corrispondenza tra la micro particella e la vernice della scocca del motorino si è conclusa in modo negativo.

La Cassazione pochi mesi fa ha messo fine all’iter giudiziario a carico di Cunsolo accusato di aver dato un calcio allo scooter sul quale viaggiava il 23enne di Buonabitacolo che stava cercando di fuggire a un posto di controllo tra le vie di Buonabitacolo. Alla fine la massima Corte ha respinto le accuse e confermato la sentenza di appello bis che ha assolto il carabiniere con la formula del «fatto non sussiste».

I fatti

Ripercorrendo le cronache giudiziarie di questo processo, Cunsolo viene assolto in primo grado nel Tribunale di Sala Consilina. Contro questa sentenza si appellano i familiari del meccanico e la Procura salese. Alla corte di Appello di Potenza arriva la condanna per Cunsolo con una pena di 4 anni e 6 mesi.

Si va in Cassazione con il processo Cunsolo – difeso dall’avvocato Renivaldo Lagreca – che viene re-inviato a un nuovo appello, stavolta a Salerno. A Salerno arriva l’assoluzione e riscatta un nuovo appello in Cassazione da parte dei familiari.

La Cassazione respinge l’appello, conferma l’assoluzione per Cunsolo e a distanza di poco tempo pubblica le motivazioni. Queste si basano soprattutto sulla prova scientifica che è negativa e quindi non c’è dimostrazione dell’eventuale calcio allo scooter da parte del maresciallo.

Non solo. La Cassazione riprende anche il certificato medico di Cunsolo. Era curato in ospedale per un trauma contusivo sulla caviglia. «Non distorsivo», scrivono i giudici. Il piede non aveva colpito lo scooter – secondo le motivazioni – ma viceversa. La Cassazione smonta anche una testimonianza che invece era risultata chiave nel processo d’appello a Potenza. Scrive, infine, la Cassazione:

Conferma nei confronti di Cunsolo la sentenza del Gup di Sala Consilina del 5 luglio 2013.

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