Cava, carabiniere escluso dalla Protezione Civile: si va per vie legali

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Un maresciallo dei carabinieri ha deciso di agire per vie legali contro il Comune di Cava de' Tirreni per essere stato escluso dalla Protezione Civile

CAVA DE’ TIRRENI. Un maresciallo dei carabinieri ha deciso di agire per vie legali contro il Comune di Cava de’ Tirreni per essere stato escluso dai corsi della Protezione Civile.

Niente corso della Protezione Civile per il carabinieri: maresciallo agirà per vie legali contro il sindaco

Protezione civile, tante critiche spesso immeritate ma c’è poca voglia di migliorarsi. In occasione del corso di formazione 2019 per nuovi volontari della Protezione civile del gruppo comunale diversi sono stati gli episodi spiacevoli che lasciano perplessi in quanto diversi aspiranti volontari hanno visto bocciata la propria domanda di adesione al corso e tra essi addirittura appartenenti ed ex appartenenti delle forze dell’ordine. Tra gli esclusi anche un già volontario peraltro anche istruttore in precedenti corsi. È il caso di D.S, maresciallo dell’Arma, escluso secondo quanto scrive il sindaco Enzo Servalli, poiché l’articolo 7 del regolamento comunale “vieta di svolgere nelle vesti di volontari di Protezione civile, alcuna attività contrastante con le finalità indicate, né svolgere attività e compiti propri di altri enti che concorrono alle operazioni di Protezione civile”.

In sintesi chi riveste in precise circostanze il ruolo di volontario non può indossare la divisa per esempio dell’Arma e svolgere attività legate alla stessa. Sbalordito dalla decisione del primo cittadino che a livello comunale è il vertice della Protezione civile, il maresciallo dell’Arma ha deciso di ricorrere alle vie legali e difeso dall’avvocato Paola Moschillo del foro di Nocera Inferiore, contesta che la decisione del sindaco dal punto di vista formale è carente di motivazione e che non si è dinanzi nemmeno ad un atto amministrativo come previsto dalla legge 241/90 poiché l’esclusione di D.S non è stata né comunicata entro i 30 giorni dalla presentazione della domanda né tantomeno è stata motivata e secondo i dettami della legge il maresciallo aspirante volontario è a tutti gli effetti iscritto al corso visto che l’esclusione è nulla. Adesso ci si interroga del perché di questa decisione visto che oltre ad essere maresciallo dell’Arma, D.S è non solo volontario ma anche istruttore in precedenti corsi durante il sindacato di Marco Galdi nonché proprio durante l’amministrazione Servalli, di cui conserva un meritato encomio per i servizi resi alla città.


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