Imprese salernitane, PizzAbilità è un esempio per tutti

In questo periodo trovare lavoro è quasi impossibile per molti in tutta l’Italia, ma se si fa parte di categorie particolarmente svantaggiate o se sei donna in età fertile le cose si complicano. Per molti la soluzione è stata partire all’estero, magari chiedendo dei prestiti unicredit o ad altri istituti bancari per anticipare i costi […]

In questo periodo trovare lavoro è quasi impossibile per molti in tutta l’Italia, ma se si fa parte di categorie particolarmente svantaggiate o se sei donna in età fertile le cose si complicano. Per molti la soluzione è stata partire all’estero, magari chiedendo dei prestiti unicredit o ad altri istituti bancari per anticipare i costi di vitto e alloggio (dettagli su http://www.spaziomutui.com/prestiti-unicredit.htm), oppure hanno cercato di fare impresa fruendo dei, pochi, finanziamenti offerti ai giovani.

In questo scenario particolarmente greve che non da poi chissà quali segnali di ripresa, riuscire nell’intento è cosa da pochi. Ci vuole un’ottima idea, perseveranza, e fortuna, oppure, come sovente avviene, bisogna avere conoscenze che diano una mano a far partire i progetti. Ma chi non ha la costanza e la grinta perché magari ha una disabilità? Aspetta e spera di essere davvero tutelato anche laddove spetti! Bisogna invece aspettare che vengano promosse iniziative lodevoli come quella chiamata PizzAbilità, promossa dal ristorante “I due fratelli” in collaborazione con i servizi sociali del comune di Salerno e le associazioni di inserimento dei portatori di handicap nel mondo del lavoro.

In questa particolare occasione alcuni bambini disabili avranno la possibilità di vedere come si lavora e di “giocare” (ma pur sempre imparando) come si fa a fare il pizzaiolo. Per un giorno i bambini saranno ospiti della struttura di ristorazione e potranno manipolare farina e ingredienti per fare la pizza con le loro mani. Una volta che le pizze saranno state realizzate verranno cucinate e offerte ai presenti.

Certo, non è un posto di lavoro, ovviamente, ma un modo per iniziare a sensibilizzare la gente e le imprese che potranno rendersi conto come anche chi non è normodotato possa avvicinarsi al lavoro, apprendere e impegnarsi. Forse nessuno di questi bambini farà mai il pizzaiolo da grande, o forse qualcuno sì, non è certo dato saperlo, tuttavia molti di loro impareranno ad avere fiducia in loro stessi e a pretendere ciò che gli spetta di diritto, un posto di lavoro compatibile con le loro capacità.

C’è solo da sperare che ci sia almeno uno sblocco della situazione economica al fine di consentire almeno a questi ragazzi di poter guadagnare con le loro possibilità, perché se già partire all’estero è difficile, figuriamoci per chi ha delle disabilità motorie o cognitive.

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