Cronaca

Salerno, riapertura delle scuole a rischio: esplode la protesta delle famiglie

Salerno, la riapertura delle scuole primarie è ancora a rischio. Intanto esplode la protesta delle famiglie

Salerno, la riapertura delle scuole primarie è ancora a rischio. Intanto esplode la protesta delle famiglie. È prevista per domani la manifestazione dei genitori degli alunni salernitani per chiedere la riapertura di tutti i plessi.

Scuola, ritorno in aula a rischio

«Le scuole sono sicure grazie allo sforzo dei dirigenti scolastici, la didattica in presenza deve riprendere», fa sapere il Comitato Scuole Aperte di Salerno che ha dato appuntamento in piazza Amendola a tutti i genitori del capoluogo.

«Valuteremo gli eventi nei prossimi giorni, noi non ci fermiamo – dice Alessandro D’Auria del Comitato Scuole Aperte – In realtà era prevista una valutazione scuola per scuola, queste erano le indicazioni del comitato tecnico scientifico per la Scuola, si sarebbe dovuto valutare caso per caso, classe per classe scuola per scuola e comune per comune in base ai casi di positività nelle scuole e all’andamento epidemiologico. De Luca ha stravolto tutto».
«Le scuole in provincia di Salerno sono un luogo sicuro – dichiara Almerico Ippoliti del Coordinamento dei Consigli di Istituto – in cui gli sforzi dei dirigenti, dei docenti e del personale non docente, nonché degli studenti e delle famiglie, hanno permesso di contenere al massimo la diffusione del covid-19».

«Nel primo mese di scuola si sono ammalati solo lo 0,065% degli studenti (secondo dati in nostro possesso), una percentuale inferiore alla media nazionale. I contagi avvengono fuori dalle scuole, molto spesso in famiglia, tanto è vero che per i protocolli di sicurezza attuati, gli studenti positivi al Covid-19 non hanno trasmesso il virus ai compagni; infatti, i tamponi effettuati nelle classi dei positivi hanno dato esiti negativi sugli altri studenti.

Si pensa a chiudere le scuole – dice Ippolito – senza valutare i danni che i ragazzi avranno, sia di formazione e sia di socializzazione; si parla di jogging, palestre, bar, cinema, ristoranti, ma non si fa nulla per modificare il trasporto pubblico dove i lavoratori e gli studenti si spostano tutti i giorni in decine di migliaia senza che sia garantita la sicurezza dei viaggiatori. Sui mezzi pubblici si sta diffondendo l’infezione in Campania e in tutta Italia, ma nessuno ha valutato, nel periodo della programmazione, di migliorare il Trasporto pubblico e di renderlo sicuro e coordinarlo con gli uffici e le scuole. Se non si rende sicuro il trasporto pubblico non si fermerà il virus, non centrano nulla le scuole, i bar, la movida, lo sport».

Fonte: Il Mattino

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