Diritto di famiglia, quando i genitori usano i figli come armi: il caso di Battipaglia

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Fine di un incubo per un adolescente di Battipaglia, affidato ai servizi sociali dopo la denuncia del padre che contestava le capacità genitoriali della ex

Un anno di sofferenze e solitudine, un anno lontano dalla madre: fine di un incubo per un adolescente di Battipaglia, affidato ai servizi sociali dopo la denuncia del padre che contestava le capacità genitoriali della ex moglie.

Battipaglia, adolescente affidato ai servizi sociali torna dalla madre

Il provvedimento, emesso ieri dal Tribunale per i minorenni di Salerno ha messo fine ad un anno di inutili sofferenze per questa famiglia di Battipaglia, e specialmente per l’adolescente al centro di una contesa tra ex coniugi.

Il caso

A seguito della separazione dalla moglie, che lo aveva lasciato stanca, ormai, dei continui maltrattamenti che subiva, un uomo aveva presentato una denuncia ai servizi sociali contestando la capacità genitoriale della donna.

La denuncia

Secondo l’uomo, il figlio era sovrappeso e aveva problemi a scuola perchè la madre non lo seguiva adeguatamente. Il padre sosteneva che l’adolescente fosse fuori forma perchè la madre non gli somministrava pasti bilanciati e non gli consentiva di fare attività fisica.

La parola all’avvocato

Abbiamo sentito il parere di Loredana Trotta, avvocato AMI associazione matromonialisti italiani, specializzata in diritto di famiglia e diritto minorile, legale della madre del bambino.


 

 


 

Il figlio usato come arma

La felice risoluzione del procedimento è arrivata dopo un anno di duro lavoro, nel quale l’avvocato si è impegnato a provare l’effettiva capacità genitoriale della madre del bambino. Contemporaneamente a questo, l’accusa del padre veniva sconfessata in ogni aspetto e la sua credibilità smontata, in quanto frutto di un intento malevolo e privo di attenzione nei confronti del figlio.

La punizione all’ex

Questo di Battipaglia, secondo l’avvocato Trotta, è solo l’ennesimo caso di un figlio usato come arma da uno dei due genitori, per punire l’ex coniuge che lo ha abbandonato.

Una violenza non solo fisica

In concomitanza con il 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne, è necessario porre l’attenzione anche su questo tipo di violenza, non fisica, che le donne devono subire come punizione per le loro scelte. Il marito non ha scelto un’arma per fare del male, ma ha voluto colpire la ex negandole l’affetto più importante.

Un anno di sofferenza

Durante l’anno in cui si è svolto il procedimento, il figlio della coppia ha vissuto in regime di semiresidenzialità in una casa famiglia della zona. Il 13enne poteva rientrare in casa dalla madre solo la sera, dopo aver trascorso l’intera giornata nella struttura, dove veniva seguito dagli assistenti sociali in tutte le sue attività quotidiane.

Atti di autolesionismo

L’avvocato ha parlato dei momenti di profonda angoscia vissuti dalla sua cliente quando il figlio, in preda all’ansia, si lasciava andare e si rinchiudeva nella sua stanza senza voler uscire, con il pericolo che potesse compiere atti di autolesionismo.

Le accuse smontate

Quando, alla fine, è emerso il movente del padre, il tribunale aveva emesso un ulteriore provvedimento che impediva al piccolo di dormire a casa del padre, mettendo in dubbio la sua capacità genitoriale.

L’assenza delle istituzioni

Questo caso si è risolto felicemente, ma la questione da risolvere è a monte, e riguarda l’assenza totale delle figure di supporto in casi analoghi, che sono in costante aumento in linea con il moltiplicarsi delle separazioni e dei divorzi.

Gli assistenti sociali

Secondo l’avvocato Trotta, che opera da oltre 15 anni nel campo del diritto minorile, gli avvocati dovrebbero essere affiancati da altre figure professionali che possano affrontare i casi da ogni punto di vista. I mediatori familiari, gli psicologi, e gli assistenzi sociali, dovrebbero essere messi in campo prima che il procedimento abbia fatto il suo corso, in modo che i problemi vengano sviscerati prima che una potenziale situazione pericolosa si riveli come tale.

La riflessione

Questa madre è stata fortunata, ma molte donne non hanno subìto la stessa sorte e sono state vittime di uomini che non accettavano l’abbandono. Questo dovrebbe far riflettere. Appunto, dovrebbe.

 

 

 

 

 

 

 

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